giovedì 3 febbraio 2011

Solo un po’ di… CUORE ♥ Just a little piece of… HEART ♥ Parte 2

Eccomi alla seconda puntata del Libro Cuore. Stesso testo ma cover diversa, proseguo nel mostrarvi qualche immagine.



Questa copertina è anch'essa una copia "italianizzata" sempre da me prendendo un'edizione tedesca del lontano 1896 e variandola solo nel titolo e nel dorso.



Anche questa edizione è stata foderata all’interno come la precedente rispettando con fedeltà l’originale.



Il "Cuore" di questo libro sta anche nei racconti mensili che narrano delle storie molto commoventi e basate comunque su dei fatti realmente accaduti, che hanno sempre come protagonisti i bambini.

Quello tra i racconti che mi è sempre rimasto nel cuore è Il Piccolo Scrivano Fiorentino. Non potendo postare l'intero racconto, eccovi un piccolo riassunto:


Il Piccolo scrivano fiorentino

Giulio... un bambino di dodici anni dai capelli neri e occhioni scuri, apparteneva ad una famiglia numerosa che viveva una vita di privazioni e di ristrettezze economiche. Il padre era anziano e per poter mantenere la famiglia lavorava di giorno come operaio e di notte come scrivano. Voleva molto bene a Giulio ed era molto comprensivo con lui, ma l'unica cosa su cui proprio non transigeva era il suo impegno a scuola, proprio perché sperava che il figlio studiando, un giorno avrebbe potuto trovare un lavoro decente e aiutare così la famiglia. Per questo motivo lo esortava sempre a dare il meglio di sé. Il piccolo Giulio una sera vide il padre così stanco, che un'enorme pena riempì il suo piccolo cuore nell'osservarlo mentre si preparava con fatica ad iniziare il lavoro di copiatura notturna. Si propose quindi di aiutarlo visto che aveva una bella calligrafia, ma il padre guardandolo con occhi stanchi non volle neppure prendere in considerazione l'offerta del figliolo. Riteneva che la scuola dovesse essere l'unico pensiero per il bambino. Allora, il piccolo decise di aiutare il padre di nascosto, e appena lo vide addormentarsi stanco sul tavolo, prese la penna e scrisse al suo posto. Fece così per varie notti ma purtroppo, scrivendo la notte senza dormire a sufficienza, non riuscì a studiare più come prima. Il suo rendimento scolastico cominciò a risentirne ed arrivarono i primi rimproveri. Rimproveri sempre più aspri e duri da parte del padre che non si era ancora accorto di nulla. Ma il bambino continuò il suo piccolo gesto d'amore perché vedeva quanto sollievo stava dando al padre stanco. Tutto questo lo indebolì fisicamente e come se non bastasse i rimproveri e le punizioni erano continue… il piccolo avrebbe voluto ribellarsi e dire tutto al padre ma per amor suo non lo fece e continuò a lavorare di notte e studiare di giorno. Una notte però, il padre sentì un rumore, si alzò e lo vide chino sul libro a scrivere al suo posto e finalmente capì tutto. Piangendo gli chiese perdono e lo strinse forte a sé. Giulio finalmente quella notte riuscì a riposare tranquillo e sereno con la fronte del padre appoggiata sul suo cuore.

The Little Florentine scribe

This story is about a child, who wanted to help his father because he worked a lot as a scribe. So he secretly decided to do the work of his father at night. For this reason he got worse a marks at school and the father got angry, but he didn’t know what the child was doing. One night the child made a lot of noise, so his father discovers everything and he was very proud of his son.

El Pequeño Escribano Florentino

En Florencia, Italia, vivía una familia compuesta por el padre, la madre y tres hijos. El mayor se llamaba Giulio. El padre, como el sueldo que ganaba no era suficiente, por las noches trabajaba como escribano (copiaba a mano cartas y otros documentos). Lo hacía porque deseaba ofrecer a sus niños la mejor educación posible. Aunque sabía que Giulio era un poco despistado y disculpaba sus pequeños olvidos, era muy exigente en cuanto a su desempeño en la escuela. Giulio, por su parte, comprendía el esfuerzo que estaba haciendo su padre. Sabía, además, que estaba perdiendo la vista por forzarla tanto de noche. En una ocasión le propuso ayudarlo. «¡De ninguna forma!» respondió el señor. No quiero que al día siguiente estés cansado y te distraigas en tus estudios.
El pequeño no quedó conforme con la respuesta y planeó hacer algo. Por las noches esperaba despierto hasta que su padre terminaba su tarea de copista y se recostaba a descansar un rato. Entonces Giulio se dirigía al escritorio y trabajaba hasta el amanecer.
La situación se prolongó por varias semanas. El padre no se daba cuenta de que las copias aumentaban, pues las hacía de forma mecánica y todos los documentos se parecían entre sí. Cuando fue a entregar el material a quien se lo encargaba, le sorprendió ver que recibía más dinero del acostumbrado. Con los ingresos extra que obtuvo compró alguna ropa de invierno para los niños.
Al cabo de un tiempo, el maestro de Giulio se quejó: el niño parecía siempre adormilado y no ponía interés en los estudios. El padre lo regañó. Pero Giulio no contó su secreto y se siguió levantando por las noches para trabajar. Al paso de los días se veía cansado y su madre pensó que quizás estaba enfermo.
Una noche, mientras hacía sus copias, el pequeño escuchó ruido. No prestó demasiada atención y siguió con su trabajo. Al poco rato oyó que alguien suspiraba atrás de él. Era su padre. El señor lo abrazó y le ofreció una disculpa: «Querido Giulio. De veras que ya no veo lo que ocurre a mi alrededor. Doy gracias por tener un hijo como tú».

I racconti mensili del libro cuore sono tutti commoventi ed hanno come protagonisti dei bambini. Basti pensare alla Piccola Vedetta Lombarda...


Dagli Appennini alle Ande...


Tanti racconti e tante emozioni...



Bene, ci rivedremo presto per una terza ed ultima parte del Libro Cuore. Non si tratta né di un altro libro, né di altri racconti… ma un qualcosa di speciale che racconterà il libro cuore in maniera "diversa" facendovi fare un piccolo viaggio nel mondo dei ricordi…


FONTI:
WIKIPEDIA

To be continued…

domenica 30 gennaio 2011

Un Premio da... Oscar ;o)

Con molto piacere posto il premio che ho ricevuto da Merce, da Caterina e da Rosella. Cliccate sui loro nomi per visitare i loro bellissimi blog. Grazie mille ragazze e un fortissimo abbraccio!!

Il premio proviene dal blog Arte y Pico. Posto qui il regolamento e lo dedico a tutti coloro che mi seguono. Scusate se interrompo sempre la catena ;o) Per chi la volesse continuare posto qui le regole (grazie Caterina per averle tradotte).

Regolamento:

1) È necessario scegliere 5 blog che ritenete meritevoli di questo riconoscimento per la sua creatività, design, materiale interessante e il contributo alla comunità dei blogger, indipendentemente dalla lingua.
2) Il premio deve avere il nome dell'autore, e il link al suo blog, per permettere a tutti di visitarlo.
3) Occorre mostrare il premio e mettere il nome e il link al blog della persona che è stata premiata.
4) L'immagine del premio deve dimostrare il legame di "Arte y Pico", così tutti potranno conoscere l'origine di questo premio.
5) Trascrivere queste regole.

A risentirci con la seconda puntata del Libro Cuore. Un saluto a tutti :o)

venerdì 28 gennaio 2011

Solo un po’ di… CUORE ♥ Just a little piece of… HEART ♥ Parte 1

Travolta dal tran tran giornaliero e da un po’ di stanchezza, ho voluto in queste ultime settimane tornare un po’ bambina. È un toccasana per l’animo ve lo assicuro e il miglior modo per chiudere la porta in faccia a tutto ciò che di negativo è lì pronto ad entrare. Certo non sempre ci riesco, ma i miei piccoli libri mi aiutano parecchio.

Mi sono chiesta quale tra i libri che preferisco, sia quello che in passato mi aveva "rubato" un po’ di cuore… Ebbene non ci ho messo molto… Il "Libro Cuore" è in assoluto quello a cui sono rimasta legata in tutti questi anni, soprattutto nel mio piccolo universo di ricordi. Quelli di una bambina che amava i racconti e ne restava incantata. Anche se i protagonisti sono quasi tutti maschietti. ;o)


È un libro italiano per eccellenza. Scritto da uno degli scrittori più letti nel mio Paese: Edmondo De Amicis. Un libro creato per i bambini… Indimenticabile anche da adulti.

Sono praticamente certa che tutte le mie colleghe italiane lo conoscano. Neanche a dirlo... ;o) È anche stato tradotto in diverse lingue: The Heart of a Boy, Corazón, Coração,…. Ma temo che non sarà molto conosciuto all’estero.

Dato che il prossimo 17 marzo, in Italia festeggeremo il 150° dell’Unità del nostro Paese, ho voluto rendere omaggio alla nostra bella Patria proprio con questo mini libro. Infatti, "Cuore" è ambientato nel periodo appena successivo all’unità d’Italia.


Per quanto riguarda il mio lavoro, invece, devo dire che non sono ancora pienamente soddisfatta di come mi è venuto. Ho creato due esemplari con cover diverse ma con contenuto identico.
Questa nuova avventura mi è costata molta fatica e me ne costerà ancora visto che intendo perfezionarlo. Ma intanto vi faccio vedere le prima delle due “edizioni” sempre in scala 1:12 ;o)

La cover è stata “italianizzata” da me prendendo quella originale dell’edizione in lingua inglese del 1922: Heart, A SchoolBoy’s Journal. Di quest’ultima ho aggiunto anche alcune immagini.


L'interno della copertina è rivestito da una fantasia delicata in tema per colore e per epoca con l'edizione.


Il testo è in italiano fedele all’edizione "Cuore" del 1889 stampata dai Fratelli Treves. Ovviamente è solo un estratto leggibile solo nei titoli e in alcune pagine.



Le immagini sono state aggiunte da me prendendole da varie edizioni sempre di quegli anni.


Leggendolo sembra di vivere veramente in quel periodo con tutti i sentimenti e le emozioni che quei bambini provano: l’amore per la patria, il rispetto verso i genitori, la carità e la pietà verso il prossimo, lo spirito di sacrificio, l’eroismo, l’obbedienza, ecc. che descritti appunto con gli occhi innocenti di un bambino di quinta elementare, Enrico Bottini, assumono una delicatezza e una ricchezza di valori incredibile. Ma lascio la presentazione allo stesso autore, Edmondo De Amicis, che nella prima edizione del romanzo così scrisse:

«Questo libro è particolarmente dedicato ai ragazzi delle scuole elementari, i quali sono tra i 9 e i 13 anni, e si potrebbe intitolare: Storia d’un anno scolastico, scritta da un alunno di terza d’una scuola municipale d’Italia. - Dicendo scritta da un alunno di terza, non voglio dire che l’abbia scritta propriamente lui, tal qual è stampata. Egli notava man mano in un quaderno, come sapeva, quello che aveva visto, sentito, pensato, nella scuola e fuori; e suo padre, in fin d’anno, scrisse queste pagine su quelle note, studiandosi di non alterare il pensiero, e di c
onservare, quanto fosse possibile, le parole del figliuolo. Il quale poi, 4 anni dopo, essendo già nel Ginnasio, rilesse il manoscritto e v’aggiunse qualcosa di suo, valendosi della memoria ancor fresca delle persone e delle cose. Ora leggete questo libro, ragazzi: io spero che ne sarete contenti e che vi farà del bene».
Edmondo De Amicis



«This book is specially dedicated to the boys of the elementary schools between the ages of nine and thirteen years, and might be entitled: "The Story of a Scholastic Year written by a Pupil of the Third Class of an Italian Municipal School." In saying written by a pupil of the third class, I do not mean to say that it was written by him exactly as it is printed. He noted day by day in a copy-book, as well as he knew how, what he had seen, felt, thought in the school and outside the school; his father at the end of the year wrote these pages on those notes, taking care not to alter the thought, and preserving, when it was possible, the words of his son. Four years later the boy, being then in the lyceum, read over the MSS. and added something of his own, drawing on his memories, still fresh, of persons and of things. Now read this book, boys; I hope that you will be pleased with it, and that it may do you good».
Edmondo De Amicis


«Este libro está dedicado specialmente a los muchachos de las escuelas primarias, cuyas edades están entre los nueve y los trece años, y se podría titular: Historia de un año escolar escrita por un alumno de tercero de una escuela municipal de Italia. Al decir escrita por un alumno de tercero, no quiero decir que la escribió él propiamente tal como está impresa. Él anotaba día a día en un cuaderno, como mejor podía, lo que había visto, oído y pensado, en la escuela y fuera de ella; y al final del año su padre escribió estas páginas con base en esas notas, preocupándose por no alterar la esencia y por conservar, en la medida de lo posible, las palabras del hijo. Éste, cuatro años después, cuando ya estaba en el bachillerato, releyó el manuscrito y agregó algunas cosas, valiéndose de la memoria todavía fresca de las personas y los hechos. Ahora, muchachos, lean este libro; espero que les guste y les haga bien».
Edmondo De Amicis
(...)
«Enrique asiste a una escuela provinciana de Italia; este año será diferente porque ha empezado a escribir un diario, y en el va detallando día a día sus sentimientos mas íntimos, describiendo sus alegrías, sus tristezas, y aquellos momentos especiales que marcarán su existencia.
A través de este diario encontramos a los compañeros de Enrique, niños que, como él, también tienen sueños y empiezan a asomarse a un mundo que de pronto puede resultar algo atemorizante, pero siempre interesante. Es un libro que a través de sus personajes, Edmundo de Amicis dibuja un retrato estupendo de la niñez, mostrándola con una fuerza, entereza y entusiasmo que solamente se tiene en esa etapa de la vida; y sin embargo, nos recuerda al niño que habita en todo hombre.
Quizá por eso, este libro que fue publicado por primera vez en 1864, continúa siendo uno de los grandes favoritos de todos los tiempos».
Introducción de R. Piorno

Fonti: WIKIPEDIA

To Be continued...

venerdì 21 gennaio 2011

§ Welcome and News §


È quasi un mese che non mi faccio sentire... Scusate... Tra l'influenza che mi sono presa tra Natale e Capodanno e altri problemini vari, è stato ben poco il tempo che ho dedicato alle mie mini. Ma quando potevo seguivo con interesse i vostri blog.

Sono stata assorbita dal mio piccolo mondo reale... ora sono due settimane che mi sono rimessa all'opera. Come una formichina faccio sempre le cose piano piano e sto confezionando un altro libricino che ho nel cuore da moooolto tempo. È quasi pronto e lo devo solo rilegare. Spero per la prossima settimana di postare qualcosa quindi... tornate a trovarmi. Inoltre ho chiesto il permesso ad alcuni gestori di siti per utilizzare il loro materiale e ho tantissimi progetti in mente visto le gentilissime risposte che ho avuto. Ovviamente tutti libri... almeno per ora.

Ho raggiunto 262 Followers... Wow... Grazie per aver trovato il mio blog interessante. Vorrei approfittare per dare il benvenuto agli ultimi followers (sono più di 110!!) che si sono iscritti al mio blog. Scusate il ritardo per il mio benvenuto e per non riuscire a postare il link di tutti. Sono contentissima della vostra presenza.

Inoltre, ho un altro progetto che spero mettere in piedi in un futuro ormai prossimo... Vorrei poter aprire un mio negozietto Etsy visto l'interesse per i miei mini libri. Quando?? Mahhh non dico nulla altrimenti non ci riuscirò a mantenere i tempi che prometto. Ma vedremo cosa riesco a fare e soprattutto se andrà in porto. Si accettano scommesse... Per ora rimane un sogno sempre più vicino.

Ho avuto anche qualche problema con la mia e-mail e vedrò anche qui di porre rimedio.

Il mio blog ora ha un po' di musica. Del genere che piace a me ma se per voi è fastidiosa potete bloccarla direttamente col mini ipod che trovate in basso a destra. Comunque, la prima canzone l'ho scoperta da pochi giorni ed è in "gaelico". È la colonna sonora di un film stupendo che praticamente ho visto sia in francese che in spagnolo ih ih ma sono rimasta incollata allo schermo. Il titolo è Yesterday's Children. Se avete occasioni guardatelo. Man mano aggiungerò altri titoli.

Sto fremendo anche per cambiare un po' il look al mio blog ma sono troppo affezionata ancora a questo qui. Forse in futuro.

Allora.... Ben trovati a tutti voi e un forte "mini" abbraccio!

giovedì 23 dicembre 2010

Buon Natale... Merry Christmas

Questo è il mio Presepe... Fatto nello spazio della libreria del mio mobile. Mi piace molto farlo lì perché possiamo trovare sempre un posto nel cuore per la nostra fede e questo è proprio quello che voglio comunicare. Basta anche un angolino nel posto più impensato.

Il Presepe è in stile Romano ottocentesco. Ogni anno io e Fabrizio prendiamo qualcosa per completarlo a Piazza Navona. Questa Piazza romana è un sogno sotto le feste e auguro a tutti voi di poterla vedere un giorno... soprattutto in questo periodo dell'anno. I miei ricordi di bambina sono spesso legati a questa parte di Roma che adoro.

L'Albero di Natale è ancora in fase "natural" ohimé il tempo è tiranno ma spero di decorarlo entro domani... :o/

In questi giorni ho trascurato un po' le mie mini per dedicarmi al mio mondo in scala 1:1 ;o) Ma ho preso dei giorni di ferie e di stacco dal lavoro e quindi spero avere il tempo per miniaturizzare un po'. Quindi spero di postare qualcosa la prossima settimana. Se riesco vi farò un saluto nei vostri blog.

Vi auguro di cuore un Santo Natale... Un Natale pieno di gioia e serenità con le vostre famiglie.

Un augurio sincero a tutti voi.

I wish you a Merry Christmas... Full of Joy, Serenity and Peace...




















Da Presepe-2010

venerdì 17 dicembre 2010

In Bianco e Nero... In Black and White... Nadar...

Il mio ultimo libro che ho appena "fatto capolino" dalle foto dei post precedenti, è l'ultimo capitolo della Collezione che mi ha impegnata in questi mesi. Ne sono felice.



Ora il libro è sì un omaggio alla protagonista della mia ultima intervista, ma anche un apprezzamento per il talento artistico di un altro grande artista dell'epoca: Nadar (1820-1910).



Nadar è stato uno tra i più grandi fotografi francesi di quei tempi. Giornalista e caricaturista ha avuto soprattutto successo nel campo fotografico grazie anche alla sperimentazione della luce artificiale nella fotografia. Le sue pose e le sue idee sono state apprezzate da molti personaggi famosi tra cui la nostra attrice.


Ma questo libricino è anche molto interessante nella decorazione in bianco e nero che fa esaltare anche di più l'edizione antica del testo. Il libro infatti è un unione tra antico e moderno.


Una Edizione datata 1896 di una biografia di A. L. Renner con il titolo Sarah Bernhardt, Artist and Woman.




Ma personalmente per questo testo ho scelto una copertina che renda omaggio al fotografo che ha contribuito a rendere famosa la protagonista. Copertina più moderna e personalizzata per la quale ho utilizzato il frontespizio, opportunatamente modificato, di un libro attuale (sperando di non incappare in diritti d'autore vari...). Il dorso del libro invece è tutto personalizzato.


Concludo con il mostrarvi una rivista dell'epoca della Repubblica Ceca: lo "Zlatá Praha". Il giornale "Principe" di Mucha.


Anche questa rivista come "La Plume", è una rivista artistica e letteraria molto "Mucha" da come potete vedere ;o) proprio perché ha seguito dall'inizio alla fine la carriera del famoso artista.


Ed infine...


Con questa ultima immagine cala il sipario per un po' sulla Belle Époque. Ci riuscirò? Mah... accettasi scommesse ;o)

giovedì 16 dicembre 2010

LA VINCITRICE... THE WINNER...


Finalmente sono a casa dopo una giornata lavorativa abbastanza intensa... Qui a Roma il traffico sembra impazzito e incomincia il fermento per l'acquisto dei regali... Scapperei in Alaska... Qualcuno mi ospita? ;o)

Ma torniamo a noi. Ecco il risultato:


La vincitrice è
OISEAU DE NIM (N. 32)


Oiseau complimenti per la vincita! Probabilmente Sarah Bernhardt voleva tornare in Francia ;o) Cortesemente mandami per e-mail il tuo indirizzo così ti invierò al più presto i miei libri e la bottiglietta di profumo. Spero ti piacciano.


Congratulations Oiseau! Please, write me by e-mail your address and I'll send you my books and the little perfume bottle as soon as possible. Probably Sarah Bernhardt wants to return to France... I hope that you like them. ;o)


Ringrazio tutte le partecipanti e vi dò appuntamento al prossimo evento. Intanto se avete piacere tornate a trovarmi anche solo per stare un po' insieme in questa mia "stanza virtuale". Se ce la faccio posterò anche le immagini dell'ultimo mini libro che ho fatto. Un abbraccio.

Thank you to all the participants and I hope to see you again in my "virtual room" just to stay together. Later I will post my last mini book. Hugs

mercoledì 15 dicembre 2010

LISTA GIVEAWAY + PREMIO

Bene... Ricordo la scadenza del mio Evento. Fate ancora in tempo a iscrivervi se volete. Aspetterò fino a questa sera tardi per la lista definitiva aggiungendo in questo stesso post i nomi di eventuali nuovi partecipanti. Per qualsiasi cosa fatemi sapere.

Sono ancora sorpresa e felice di tanta partecipazione. Chissà che in futuro non ne faccia altri.



Approfitto di questo post per ringraziare Mariarita del blog Minimariba e Angela del blog I Mini Kit di Angela per il loro graditissimo premio che mi hanno dedicato in tempi diversi. Andate a visitare il loro blog. Fanno delle miniature stupende. Lo pubblico immediatamente dedicandolo a tutte voi.

lunedì 13 dicembre 2010

La Voix d'or... La Voce d'oro

Vi lascio alla compagnia del secondo personaggio del mio Giveaway con la mia Intervista impossibile a... Sarah Bernhardt. Questa volta è farina del mio sacco contornata dalle mie miniature (delle scatoline in stile Art Nouveau e Art Deco e una collezione di cartoline più foto autografate).


Ho semplicemente fatto lavorare un po' la fantasia immaginando di parlare con Sarah... Creando un ponte tra due mondi. Spero lo troviate interessante e che vi permetta di sognare un po' senza farvi distrarre eccessivamente dal Natale imminente. Dimenticarsi per qualche attimo delle ansie e dei pensieri tristi non è poco e spero di contribuire a modo mio. Le amiche internazionali interessate alla lettura possono utilizzare GOOGLE TRANSLATOR.

Ho scritto questo articolo-racconto per cominciare a tirare le somme su questo "periodo" di reciproca conoscenza di due colonne del teatro del primo novecento (pieno stile Liberty). Chi ama questo stile può capirmi quanto fascino esso eserciti per me.



La Voix d'or... La Voce d'oro


«Ecco… Lo sapevo… Sono rimasta chiusa dentro! Sono la solita distratta che si ferma a sognare e rimane sempre indietro. E ora che faccio?».
È a questo punto che mi rendo conto di essere rimasta chiusa all’interno del teatro.
Finalmente a Parigi... al Théâtre de la Renaissance…
Ci tenevo molto a visitarlo visto che amo i teatri d’epoca, ma chi se lo immaginava che avrei avuto occasione di visitarlo a oltranza! Ero seduta su una delle poltrone di fronte al palco e senza che me ne accorgessi avevo perso la guida e il gruppo degli altri visitatori. Solo quando hanno spento le luci del teatro ero tornata al mondo reale. Mi ero fermata a fantasticare immaginando quasi di sentire echi di voci passate e di figure dei tempi andati. Mi sembrava quasi di fare un salto nel tempo.
Ora nel buio più totale non so che pesci prendere. Anche il mio cellulare si è improvvisamente scaricato e non me lo spiego. Insomma… un completo disastro.
Mentre cerco di trovare una qualche via d’uscita, qualcosa attira la mia attenzione.


Sul palco, davanti a me, una luce fioca si fa spazio nell’oscurità. Il sipario chiuso si tinge di porpora creando un’atmosfera quasi surreale. D’incanto, come in una proiezione evanescente e un po’ sbiadita, si delineano lentamente i contorni di una figura femminile i cui tratti diventano sempre più netti e visibili. Eppure è tutto spento. Mi volto automaticamente. Non c’è nessun proiettore e nessuna fonte di luce dietro di me.
«Ok… Tranquilla… è solo la tua immaginazione. Ora chiudi gli occhi e vedrai che quando li riapri non ci sarà nulla…». Niente da fare… è sempre lì. Per poco non collasso restando impietrita di fronte a quella visione. Non riesco a crederci. La figura sta osservando con aria tra il mesto e il malinconico proprio il sipario chiuso, girandosi lentamente verso la platea fino a fermarsi con lo sguardo su di me. Dire che mi sento gelare è troppo poco…
Un’espressione un po’ sorpresa e forse anche infastidita è quella che ora anima quel viso dai lineamenti forti e decisi. Trattengo il respiro senza riuscire a muovere un dito.


Forse potrei urlare… ma non sono mai stata una dall’urlo facile… Bé tranne forse in questo caso! Ma no… Non è possibile... Mi sembra di sognare, eppure a guardarmi un po’ curiosa e altera c’è proprio lei… Sarah Bernhardt!
Uno sguardo che sembra leggermi nel pensiero, penetrando fin dentro l’anima per sapere chi sono e cosa faccio in questo teatro vuoto ed un sorriso leggermente ironico le affiora sul viso.
Un volto che più che bello ha quel fascino che rende la bellezza quasi inutile. Occhi e capelli scuri. Corporatura snella e fiera. Indossa un vestito chiaro in stile fine ottocento con merletti e pizzi e con dei fiori scuri applicati partendo dalla vita per finire in diagonale verso la scollatura. Mi sembra di averlo già visto da qualche parte, ma non sono troppo lucida per ricordarmi dove. Una collana di perle e dei guanti molto eleganti completano la sua mise.


«Così sei rimasta chiusa qui dentro a farmi compagnia, vero chérie?». Ride… Spezzando così il silenzio con la sua risata squillante. La voce è un po’ roca dai toni caldi.
Sparisce per riapparire praticamente a un metro di distanza da me con un’espressione sorpresa. Sono tesissima come una corda di violino e mi accovaccio nella poltrona quasi a voler sparire anche io.
«C'est incroyable, mais vrai! Dopo molto tempo lo sguardo di uno spettatore o meglio di una spettatrice si posa ancora su di me! Mon Dieu… di certo avrei preferito un bel giovanotto con aria sognante invece di una donnicciola impaurita, uff…» Dice gesticolando con la mano e mettendosi seduta accanto a me sospirando platealmente. Sembra che si stia divertendo nel prendermi allegramente in giro. Forse un suo modo per rassicurarmi un po’… chissà.
«Sai chi sono vero?»
Annuisco freneticamente.
«Ti hanno mangiato la lingua? Non ti stupire di vedermi. Io ho imparato che le sorprese della vita non sono mai finite. Quando pensi che non ce ne siano più ecco arrivarne di nuove».
«Mi scusi se non l’ho salutata come si deve Madame, ma sono ancora un po’… sorpresa». Riesco finalmente ad articolare. Mi sgranchisco la voce per farmi coraggio…
Ride ancora «Bonsoir, ma chérie. Ma chiamami Sarah… Nessuno pronuncia più il mio nome e mi sento sola e inutile». Alza il sopracciglio sinistro con tristezza. La mimica facciale del suo viso è incredibile. Passa dall’allegria alla tristezza in un battibaleno. Comunica con il solo sguardo.


«Madame… Sarah…Posso chiederle perché si trova ancora qui?»

«Non riesco ad allontanarmi dal mio palco. Eppure questo non è stato il mio teatro per eccellenza. Quello che fu il mio, l’attuale Théâtre de la Ville, lo hanno completamente ristrutturato all’interno, tanto che vederlo mi fa male al cuore. Così sono tornata qui dove per diversi anni ho lavorato con passione e dove mi sembra che il tempo non abbia cancellato il suono di quegli applausi che ancora risuonano nelle mie orecchie».

«Oh di certo il mondo non l’ha dimenticata e né tantomeno il tempo può cancellare il suo ricordo. Credo sia impossibile. La prego mi racconti qualcosa di sé». Dissi mentre cominciavo a riprendermi.

«Ahhh la vita… troppo in fretta è passata… ho ancora tanta voglia di vivere… ora respiro solo attraverso i ricordi. Ho messo la mia anima in una bottiglia vuota e l’ho lanciata nell’oceano dell’eternità. Io che vivevo ad ogni costo il mio spirito ribelle, il mio essere diversa. Ma dimmi cosa vuoi che ti racconti…» Dice roteando gli occhi e sospirando. Ha solo voglia di parlare di sé.


«Tutto quello che vuole. Mi piace molto ascoltarla». Mi sistemo meglio sulla poltrona.

«Ascoltare? Oui… Io ho vissuto per essere ascoltata… ammirata… per essere amata… Dovevo far vedere che valevo qualcosa. Che ero nata per valere qualcosa. Non ho mai contato nulla per nessuno nemmeno per mia madre. Ho cercato così tanto il suo amore… Ma io potevo farcela!! E ce l’ho fatta! Pensare che provenivo da una famiglia ebrea e che avrei voluto farmi suora… sono sempre andata contro corrente. Mmmm… devo comunque ammettere che ero un po’ strana». Dice accarezzando i fiori scuri che ornano la scollatura del suo bel vestito.

«Era semplicemente Sarah…» D’improvviso mi viene in mente dove avevo visto quel vestito. In alcune foto di scena per “La Dame aux camélias”.

«Oui ma chérie… Posso iniziare a dirti come ho vissuto… amando a denti stretti e pugni chiusi. Con quella passione e testardaggine che mi caratterizza… senza mezze misure. Gesti… sguardi… quanto ho parlato con il mio corpo. Sai perché mi chiamavano la Voce d’oro… la Voix d’or? Perché recitando sapevo incantare, sapevo comunicare, sapevo trasformarmi ogni volta in un personaggio diverso, femminile o maschile, amandolo profondamente e rendendolo vivo, umano».


«È bello sentirla parlare. Comunica energia...» Mi rendo conto di pendere dalle sue labbra.

«Ricorda che la vita genera vita e l’energia crea energia. Mai fermarsi. Mai arrendersi. In ogni cosa che fai mettici tutta te stessa. Io amavo recitare, scolpire, dipingere, collezionare…
Il teatro è stato il mio primo vero amore che non mi ha mai tradito e abbandonato. L’ho capito subito… da quella mia prima e un po’ timida interpretazione. Quando alla fine… chiuso il sipario… ho sentito uno scroscio di applausi che mi ha riempito il cuore per la prima volta nella vita… e ho pianto… sì ho pianto!! Da allora le sono stata sempre fedele».


«Un po’ anticonformista per quell’epoca…»


«Solo? Del tutto anticonformista! Sono stata un vero ciclone di anticonformismo. Ahhhh che nostalgia! Non mi sono negata nulla. Molti mi hanno avuta ma non sono mai appartenuta a nessuno. I miei amanti… mio marito Damala… sono stati una delusione. Non mi hanno saputo amare… neanche loro ne sono stati capaci. Chi mi ha amato è stato solo il mio pubblico. Ma non è stata solo la mia esperienza. Anche Eleonora, e molte altre si sono lasciate umiliare per amore da uomini che non erano uomini». I suoi gesti accompagnavano sempre le sue parole come un’azione inscindibile.

«Parla di Eleonora Duse? Eravate così rivali come si raccontava?»

«Mon Dieu… si è favoleggiato tanto sulla nostra rivalità che hanno tralasciato anche la nostra voglia di confronto e di crescita personale. Quel… Gabriele ha creato tante situazioni di competizione, ma alla fine entrambe eravamo consapevoli della nostra bravura. Se qualche rivalità c’è stata, sicuramente è stata una rivalità costruttiva e non distruttiva come taluni volevano che fosse. Ho anche invitato Eleonora a Parigi per recitare sul palco di questo stesso teatro. Era il 1897 e ricordo che è stato un momento interessantissimo e prolifico per entrambe. Non eravamo amiche ma nemmeno nemiche».


«Sarah per il teatro ha dato tutto anche la sua gamba…»

«Oui… c’est vrai… Sì è vero. Non mi sono mai risparmiata in nulla. Ho dato tutto al mio teatro. La vita… la salute. La gamba mi fu amputata mentre interpretavo il personaggio di Tosca. Durante l’ultima scena in cui simulavo il suicidio di Tosca dalle mura di Castel Sant’Angelo, gettandomi sono caduta malamente e senza la presenza di nulla che attutisse il colpo (si erano dimenticati di mettere il materasso!!). Ahhh!! Che dolore!! Non ho perso tempo però… dovevo operarmi subito. Ho detto a mio figlio che era contrario ad un tale scempio: “Scegli… O mi opero o mi uccido!” Non avrei mai sopportato troppo dolore. Ma nulla neanche questo incidente e questa menomazione mi hanno allontanato dalle scene. Non mi sono arresa! Ho tenuto duro!»


«Così ha continuato a recitare… fino al giorno della sua morte…». Dico senza celare la mia ammirazione.

«Quel giorno… non si trattava più di fingere la mia morte come sul palcoscenico… quel giorno la morte era la protagonista assoluta ed io una spettatrice che passivamente la aspettava. Non era più come dormire scherzosamente in una bara come avevo fatto da giovane sfidando con ironia la morale dei benpensanti, ma ora quella bara sarebbe stata la mia ultima dimora. Mi sono accasciata a terra al termine di una scena del film “la Veggente”. Qualche giorno dopo sono spirata tra le braccia di mio figlio Maurice. Era il 26 marzo del 1923. Sono fiera di aver recitato fino alla fine!»

Un improvviso rumore in fondo al teatro fa trasalire entrambe e subito si sente qualcuno urlare un francese «Qui va là?». Probabilmente il custode nel suo giro di perlustrazione.
Mi volto verso Sarah e vedo che sta scomparendo. La luce che lentamente aveva accompagnato la sua venuta ora sta accompagnando la sua uscita.

Bisbiglio velocemente. «Au revoir Sarah… sono contenta di averla conosciuta». E come in un bisbiglio di risposta riesco a sentire «Adieu chérie, non dimenticarmi».

Ritrovandomi nel foyer del teatro accompagnata dal custode che mi guarda seccato, penso all’esperienza indimenticabile appena vissuta.
«Adieu Sarah. Non ti dimenticherò». Sussurro mentre il portone si chiude alle mie spalle.

Maria T.


Ho tardato un po' a pubblicare questo post perché la mia onorata fotocamera Nikon ha deciso che era giunto il momento della fine della sua onorata carriera durata più di nove anni e quindi sono stata costretta mio malgrado a provvedere ad una opportuna sostituzione...

Ricordo la prossima scadenza del mio Giveaway. Avete ancora un po' di tempo per iscrivervi. L'estrazione la farò il 16 sera. Leggete il post relativo.

PS. Posterò in seguito le foto dettagliate dell'ultimo libro su Sarah che avete visto in questo post e che conclude la serie della collezione a lei dedicata. Poi vi prometto che cambio argomento ;o)
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